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I manuali della Collina > Conigli >
La sterilizzazione

. Problemi comportamentali
. Un coniglio solo è un coniglio triste
. Problemi veterinari
. Se si fa accoppiare il coniglietto
. Miti da sfatare
. Approfondimenti

Sono tanti i motivi per i quali è decisamente consigliabile la sterilizzazione del coniglio, sia femmina che maschio. Essa è necessaria per prevenire problemi comportamentali, che, oltre a rendere a volte difficile la convivenza col coniglietto, ne rovinano la qualità della vita, e per prevenire, soprattutto nelle femmine, gravi malattie, in primis il cancro all'utero.

Problemi comportamentali

Quando raggiunge la maturità sessuale (tra i tre e i nove mesi) il coniglietto comincia a sentire il bisogno impellente di accoppiarsi, a causa degli ormoni in circolo.
Così comincia a spruzzare urina e a lasciare le palline in giro per la casa, dimenticando l'uso della lettiera (e la pipì di un coniglio integro, specie se maschio, ha un odore molto penetrante!) e può diventare aggressivo sia verso gli umani che verso animali di altre specie, mentre è quasi matematico che lo diventi verso altri conigli dello stesso sesso. Soprattutto i maschi inoltre cercano di montare le gambe degli umani, altri animali, oggetti, a volte con un'insistenza ossessiva. Comportamenti come il rosicchiare e lo scavare vengono accentuati.

Le femmine vanno incontro alle false gravidanze, per cui l'organismo si comporta come se fossero incinte, sottoponendole alle modificazioni ormonali proprie della gravidanza; così la coniglia si strappa i peli per costruire il nido, diventa più aggressiva per proteggerlo e produce anche il latte per allattare dei piccoli che non nasceranno.

Si può capire facilmente come tutti questi comportamenti siano stressanti non solo per gli umani, ma soprattutto per il coniglio stesso: la falsa gravidanza, la ricerca ossessiva di qualcuno o qualcosa da montare, l'aggressività, di certo non fanno sentire bene il coniglio, e sono spie della sua frustrazione dovuta al fatto che non riesce a soddisfare il suo bisogno di accoppiarsi.

Un coniglio solo è un coniglio triste

Un coniglio integro è infelice anche per un altro motivo: è condannato a rimanere solo a vita. Infatti la possibilità che due conigli integri dello stesso sesso possano coabitare è praticamente nulla, anche se sono cresciuti insieme: raggiunta la maturità sessuale prima o poi scoppiano liti furibonde che possono essere anche molto pericolose, in taluni casi fatali.

E' d'altra parte impossibile far convivere una coppia maschio-femmina evitando cucciolate continue, in quanto le coniglie sono quasi sempre fertili (a differenza ad esempio delle cagne che hanno calori periodici) e teoricamente possono avere una gravidanza al mese, rimanendo incinte 24 ore dopo il parto. Le cucciolate inoltre sono numerose, da quattro a dieci piccoli per volta.
È stato calcolato che una coppia in un anno può generare, tra figli propri e figli di figli e nipoti, fino a duemila conigli!

Un coniglio non sterilizzato quindi non può vivere con altri conigli. Ma il coniglio è un animale sociale come l'essere umano: immaginate la vita in mezzo ad animali di altre specie, senza mai la presenza di altri umani con cui potersi relazionare e scambiare due parole: per chiunque sarebbe triste e stressante. Ebbene, anche i conigli per sentirsi completi e appagati hanno bisogno della compagnia di loro simili di cui condividono il linguaggio e il modo di ragionare e comportarsi.
Un coniglio sterilizzato ha questa possibilità. Infatti se è già in compagnia potrà continuare ad andare d'accordo con i compagni, mentre se è solo i suoi umani potranno adottare un coniglio dell'altro sesso che in breve diventerà il suo compagno inseparabile e a cui sarà legato da profondo amore.

Problemi veterinari

Veniamo ora alle ragioni sanitarie per le quali è importante la sterilizzazione. Queste sono nelle femmine senza dubbio le ragioni fondamentali, in quanto per esse è una questione potremmo dire di vita o di morte!

Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, le coniglie non sterilizzate hanno oltre l'80% di possibilità di sviluppare un cancro all'utero e/o alle ovaie entro l'età di tre anni. Andando avanti con l'età i rischi aumentano ancora. Il più diffuso tra questi tumori è l'adenocarcinoma uterino (si calcola che colpisca circa il 50% delle femmine sopra i 4 anni) che sviluppa metastasi in tutto il corpo e per il quale non ci sono cure nè speranza alcuna di guarigione, se non la prevenzione costituita dalla sterilizzazione o comunque l'intervento in fase molto precoce della malattia. Altre patologie a cui sono soggette le coniglie integre sono la piometra, l'endometrite, l'aneurisma uterino e il tumore alle mammelle.

Nel maschio si possono avere tumori ai testicoli, ma sono poco frequenti: pur non essendo dunque questa la motivazione per sterilizzare i maschi, c'è comunque da dire che questo minimo rischio viene azzerato con la sterilizzazione.

Se si fa accoppiare il coniglietto

Si potrebbe pensare che un modo per evitare la sterilizzazione sia far avere cuccioli ogni tanto al proprio coniglio.
Nel caso si abbia una coppia bisogna tener conto che se si tengono insieme, le cucciolate sarebbero come abbiamo visto continue. Ciò, oltre agli evidenti problemi di ingestibilità della situazione, comporta gravi danni alla salute della femmina, che sarebbe provata dalle continue gravidanze. Se anche le cucciolate fossero occasionali, invece, anche una all'anno, non sarebbero risolti i problemi comportamentali che abbiamo esaminato, perchè, una volta avuti i cuccioli, il bisogno di accoppiarsi si ripresenterebbe. E' pertanto altrettanto insensato far avere una cucciolata sola alla coniglietta, anche perchè non è vero che una volta avuti i figli, si elimina o riduce il rischio dei tumori all'apparato riproduttivo.
Le coniglie di casa poi di solito sono sempre in leggero sovrappeso, il che le espone maggiormente al rischio di tossicosi gravidica, una patologia molto grave che può insorgere al termine della gestazione o durante l'allattamento.

L'unico effetto che si ottiene è incrementare il numero di coniglietti in cerca di casa, quando ci sono già tanti conigli abbandonati nei rifugi, per la strada e raccolti dalle associazioni di volontari.
C'è anche da dire che uno dei motivi per cui la gente si disfa dei conigli o fa loro condurre una triste e indegna esistenza in gabbia è proprio il fatto che non sopporta i problemi comportamentali dovuti al fatto che sono integri.

Miti da sfatare

  1. La sterilizzazione è innaturale: questa è un'obiezione che spesso si sente da parte di chi non vuole sterilizzare il proprio coniglio. E' vero, in natura non esiste la sterilizzazione, ovviamente, ma... cosa c'è di naturale nella vita di un coniglio domestico? In natura i conigli vivono ai margini dei boschi, dove scavano lunghi cunicoli, e non in appartamento, vivono in colonie e non da soli, ecc. E' dunque proprio la vita dell'animale domestico in sè a non avere niente di naturale.
    Allora il nostro problema non dev'essere quello di stabilire se una cosa è o non è naturale, ma se può rendere più felice e più serena la vita del nostro coniglio. E' questo chiaramente il caso della sterilizzazione: un coniglio ossessionato dal bisogno di accoppiarsi, che assume i vari comportamenti che abbiamo esaminato ed è condannato a vivere solo, è stressato ed infelice a vita. Un coniglio sterilizzato, invece, è molto più sereno.

    A volte le persone temono che il coniglio possa soffrire per il fatto di essere stato privato della possibilità di riprodursi e di avere una vita sessuale. Questo timore nasce da una umanizzazione del coniglio: così ragionerebbe un umano, i conigli (così come gli altri animali non umani) ragionano diversamente.
    Quando sono integri soffrono perchè non riescono a soddisfare il loro urgente e incontrollabile bisogno di appagare i loro istinti, una volta sterilizzati invece non sentono più questo bisogno e saranno liberi da un'esigenza che non potranno mai soddisfare. Riusciranno a godersi la vita e a fare amicizia anche con altri conigli, soprattutto del sesso opposto, con cui potranno condividere il resto della loro vita stabilendo un rapporto di grande affetto. Un coniglio non si accorgerà di quello che gli è successo, cioè del fatto che è stato privato degli organi riproduttivi, si sentirà solo più sereno.
  2. La sterilizzazione cambia il carattere del coniglio: non è vero, anzi, con la sterilizzazione il coniglio potrà mostrare il suo vero carattere, così come accadeva quando era cucciolo, perchè non sarà più stressato dalle tempeste ormonali.
    Può essere consigliabile però non sterilizzare il coniglio prima della pubertà, in modo che possa sviluppare appieno la sua personalità da adulto, o comunque non prima che abbia portato a termine lo sviluppo fisico .
  3. La sterilizzazione è pericolosa per il coniglio: anche questo è un timore infondato. La sterilizzazione, se praticata da veterinari specializzati e competenti, è un intervento semplice e con rischi bassissimi, inferiori all'1% , in ogni caso non maggiori di quelli che si hanno per cani, gatti e umani.
    Bisogna considerare che invece la scelta di non sterilizzare può ridurre l'aspettativa di vita del coniglio, con rischi come abbiamo visto altissimi nelle femmine; ma il discorso vale anche per i maschi, dato che una situazione di continuo stress non fa bene all'organismo.

Per finire un paio di raccomandazioni: scegliete un veterinario specializzato in animali esotici e che abbia esperienza di interventi sui conigli. L'intervento è sicuro solo se effettuato da chi conosce il coniglio e i protocolli anestesiologici.
Inoltre a chi ha un maschio raccomandiamo di aspettare almeno tre settimane prima di inserire una femmina ancora integra, in quanto è questo il termine oltre il quale si è sicuri che il coniglio non è più fertile.

Per approfondire:

. Marta Avanzi: "La sterilizzazione dei conigli: domande e risposte"
. Susan Brown: "To Neuter or Not to Neuter.. That is the Question!", in lingua inglese.
Traduzione in italiano sul sito Bunnies.it
. House Rabbit Society: "FAQ's: Spaying and Neutering", in lingua inglese.


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