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SCONTI PER I NOSTRI ASSOCIATI!
Una buona adozione
Le associazioni come "La Collina dei Conigli", che si occupano di animali abbandonati, si trovano a fare da cerniera tra il desiderio di una persona di prendere nella propria casa un animale e la necessità di tutelare, anche in questo passaggio, i diritti, ed in particolare il diritto al benessere, del coniglio, della cavia, del ratto o del topo.
Criteri e motivazioni
Le nostre regole per l'adozione derivano in parte dai principi costitutivi della nostra associazione (siamo contrari alla riproduzione volontaria ed in generale alla vendita degli animali), ed in parte dall'esperienza derivata da anni di attenta osservazione dei loro comportamenti.
Partendo da queste basi seguiamo quindi di norma i seguenti criteri:
- diamo in adozione solo conigli vaccinati, già sterilizzati e sotto controllo veterinario.
- diamo in adozione conigli solo a chi si impegna a non tenerli mai in gabbia, e a farli seguire da un veterinario esperto in esotici. Nessun animale è nato per essere chiuso in gabbia.
- di norma non diamo in adozione conigli single, ma diamo una coppia, o un coniglio maschio a chi ha una femmina già sterilizzata o viceversa.
- caldeggiamo che, per quanto possibile, la scelta finale del proprio compagno/compagna venga in pratica fatta dal coniglio stesso.
Le ragioni che stanno alla base della scelta di queste linee guida sono molteplici, e trovano giustificazione sia nella necessità di dare al coniglio la migliore sistemazione, tenendo conto delle caratteristiche etologiche della sua specie e dei suoi tratti caratteristici individuali, sia nella volontà di rendere per tutti (non ultimo il nuovo proprietario) il più facile possibile l'inserimento di un nuovo "compagno di vita".
In coppia
Dato che i conigli da cui derivano gli esemplari domestici, siano essi conigli nani o New Zealand o Giganti Pezzati, sono animali che in natura vivono in gruppi famigliari, riteniamo che un coniglio "single" sia di norma un animale triste, per quanta compagnia gli possano fare gli umani di casa. Anche se esistono casi di coppie di femmine o di maschi sterilizzati, diamo tuttavia sempre la preferenza a coppie maschio/femmina, che sono di norma più equilibrate e stabili.
Presso i nostri volontari e nelle nostre strutture cerchiamo quindi di stabilizzare delle coppie di animali, proprio per aiutare loro e i futuri proprietari.
Di sua natura il coniglio non è eccessivamente legato ad un particolare ambiente e quindi, se spostato con il proprio compagno/a, non risentirà degli eventuali cambi.
Leggermente più complesso è il caso in cui l'adozione sia originata dalla volontà di creare una coppia con un animale già presente.
Per valutare la compatibilità o meno di due soggetti, invitiamo chi ha già un coniglio a venire, portando il suo animale, dove sono ospitati i possibili "candidati" all'adozione, e, dopo aver fatto una prima selezione in base alle preferenze umane, proviamo a inserire i soggetti, uno alla volta, per vedere come interagiscono con il coniglio in cerca di un compagno.
Per quanto riguarda le preferenze dei futuri proprietari, queste sono spesso relative a colore e dimensioni, ma non sempre sono determinanti nella scelta finale e così chi cercava un "coniglietto piccolo tutto colorato" per fare compagnia al proprio a volte riparte con un coniglio gigante bianco! Più specifici, ma totalmente imperscrutabili, sembrano i criteri che governano la scelta che l'eventuale "single" in cerca di compagnia compie una volta che si ritrova, sotto stretto controllo, a condividere la stessa stanza con un altro coniglio.
La scelta di utilizzare una stanza o un piccolo recinto che siano un ambiente sconosciuto ad entrambi gli animali si è rivelata vincente, in quanto permette di rimuovere dalle difficoltà di questo primo incontro l'assillo della difesa del territorio: i due animali, leggermente spaesati, si trovano in una condizioni in cui l'istinto di "fare numero" e riunirsi in gruppo in presenza di potenziali pericoli facilita la riduzione delle distanze fisiche.
La presenza di una abbondante quantità di cibo, in contenitori o semplici mucchi a cui entrambi possano avere facile accesso senza costringerli a doversi posizionare per forza l'uno contro l'altro è un altro fattore che aiuta a non scatenare azioni aggressive preconcette: mangiare insieme, sbirciandosi con la coda dell'occhio, aiuta a stabilire un contatto quantomeno neutrale (e non è questo il meccanismo che domina anche alcuni pranzi conviviali degli umani?).
E' evidente che cercare di far convivere due conigli già di loro natura tendenzialmente "attaccabrighe" non è in ogni caso l'approccio migliore, anche perché una esperienza totalmente negativa come un morso o una piccola zuffa all'inizio dei tentativi di "presentazione" di nuovi possibili compagni potrebbe compromettere tutta la serie di tentativi.
In caso di soggetti particolarmente difficili suggeriamo noi stessi sin dall'inizio un coniglio con un carattere docile, che abbia le maggiori probabilità di andare d'accordo.
Una volta identificato il nuovo compagno/a è preferibile evitare che siano separati, ed il ritorno a casa viene fatto di norma all'interno di uno stesso trasportino, per rafforzare l'unione in quel particolare momento di stress per entrambi i conigli costituito dal viaggio.
Una volta a casa il nuovo arrivato viene alloggiato in gabbia all'interno del territorio del "padrone di casa", il quale è libero di girargli intorno e di abituarsi gradualmente alla presenza di un estraneo non più in un ambiente neutro ma nel proprio e ben conosciuto territorio.
I due conigli vengono fatti incontrare liberi una o più volte al giorno in "territorio neutrale", fino a quando l'inserimento non è completato, ed il nuovo arrivato può esplorare insieme il nuovo territorio comune.
E' necessario dire però che con la scelta del compagno mediante prove di inserimento presso di noi, normalmente non è necessaria questa fase di "acclimatamento" in gabbia, che è invece indispensabile nei casi in cui il compagno non viene fatto scegliere, ma per qualche motivo presentato direttamente a casa al coniglio residente.
Poche semplici regole di comportamento permettono quindi di ridurre al minimo lo stress originato dai cambi di ambiente e di relazioni sia per i proprietari che per gli animali, e costituiscono la base per una più tranquilla convivenza.













