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Progetto Faenza


ATTENZIONE

Questa pagina descrive quello che era il 'progetto Faenza', portato avanti dall'associazione con il benestare del Comune di Faenza nel corso del 2007 e del 2008, superato dagli sconcertanti eventi del 2009.
Per conoscere la situazione attuale leggi COSA STA SUCCEDENDO AI CONIGLI DI FAENZA


LA COLONIA DEL PARCO BUCCI

A Faenza esiste un parco cittadino, il ‘Parco Bucci’, un posto di rara bellezza, un’oasi verde al centro della città, con boschetti, prati, laghetti, un luogo veramente da sogno dove le persone possono passeggiare o fare jogging nel verde, i bambini giocare  liberamente.
Per completare il quadro da Paradiso Terrestre, sono stati inseriti diversi animali, anatre, cigni e uccelli acquatici di ogni genere, e a un certo punto anche coniglietti. Il posto di per sé si presta perfettamente per una cosa del genere, tant’è che gli animali vivono benissimo, in piena salute in una serena convivenza tra di loro e con gli umani. E’ l’ideale per dei conigli, erba a volontà, alberi, cespugli, niente predatori a parte qualche gatto, però l’ideatore di questo bellissimo quadretto ha sottovalutato un particolare: i conigli integri, soprattutto in assenza di predatori, si riproducono, e anche tanto!

GLI ABBANDONI


Il risultato è stato un progressivo sovraffollamento, accentuato tremendamente da un fenomeno che col tempo è andato rafforzandosi e ingrandendosi a livelli incredibili: quello dell’abbandono di conigli domestici. Sappiamo tutti quante persone portino a casa il coniglietto, piccino, batuffoloso, e quante di queste persone si ritrovino poi a stufarsi subito di questo animale che, diventato grande, non è più né piccino né batuffoloso, ma anzi è piuttosto impegnativo, ha bisogno di spazio, modi per sfogare le sue energie, e un po’ di pazienza perché si abitui alle abitudini della famiglia. Tutt’altro che un pupazzo, comunque, come qualsiasi animale vivo.

La presenza del Parco Bucci ha evidentemente creato una valvola di sfogo per quanti desiderino il cucciolino ma non più l’adulto, o quanti abbiano le coppie e non vogliano farle sterilizzare, ritrovandosi puntualmente cucciolate indesiderate. Metodicamente e con una frequenza imbarazzante, famiglie, piccoli allevatori, proprietari stufi, hanno riversato e riversano tuttora nel Parco decine e decine di conigli, molti di loro convinti in buona fede di offrire all’animale finalmente una vita degna e adatta alla sua specie, per lo più tutti contenti di lavarsi la coscienza e sentirsi non più ‘chi abbandona’ ma chi ‘regala al coniglio la meritata libertà’.

‘Un coniglio deve vivere nei prati’. E’ vero, ma c’è un particolare: i conigli domestici, nati e cresciuti in gabbia, non sono in grado di adattarsi rapidamente a una situazione di libertà improvvisa, gli spazi aperti li terrorizzano, non sanno riconoscere le piante commestibili, non hanno una muscolatura abbastanza sviluppata per correre in caso di necessità, non sono in grado di riconoscere i pericoli, non sanno neanche scavarsi una tana, a volte sono conigli d’angora, quindi condannati a finire incastrati nei nodi del loro stesso pelo innaturale (frutto della selezione umana, anzi, disumana), spesso sono animali frutto della suddetta selezione che li ha creati con un musetto carino ma con una malocclusione dentaria tipica dei conigli domestici e che andrebbe tenuta sotto controllo da un veterinario altrimenti è destinata a condurli inesorabilmente alla morte per inedia.

Sono conigli, questi, quasi sempre condannati senza appello. Il primo violento impatto di questi animali nel parco è dato proprio dai conigli residenti, quelli della colonia originale, che si sono adattati e ormai hanno preso possesso del loro territorio. I conigli residenti aggrediscono puntualmente i nuovi arrivati, i maschi vengono picchiati per cacciarli dal territorio già occupato (il Parco ormai è praticamente saturo, le piccole colonie formatesi si sono suddivise il territorio perfettamente), le femmine vengono subito montate dai maschi dominanti e dopo un mese partoriranno nuovi cuccioli, di cui non sapranno prendersi cura perché, come già detto, tra le altre cose non sono in grado di scavarsi una tana.

Come se la situazione non fosse già sufficientemente grave, si è consolidata la convinzione che anche i porcellini d’India possano vivere felicemente nel Parco Bucci. Decine e decine di porcellini, assolutamente domestici, la maggior parte a pelo lungo o lunghissimo (quindi niente affatto naturali né adattabili alla vita selvatica) sono stati abbandonati a se stessi in un luogo per il quale sono ancora meno adatti dei conigli, anche loro non sanno organizzarsi né difendersi, anche loro finiscono immancabilmente vittime di violenti scontri tra maschi integri, le femmine deperiscono per le continue gravidanze (le cavie hanno bisogno di una buona assistenza durante la gravidanza), e molte sono vittime di patologie respiratorie o parassitarie. Le motivazioni sono sempre le stesse, l’animale era carino da cucciolo ma da grande di meno, il bambino di casa voleva il cucciolo poi si è scocciato. Le coscienze sono sempre molto pulite.

LA CONVENZIONE

l’Associazione ‘La Collina dei Conigli’ ha firmato con il Comune di Faenza una Convenzione in cui si impegna a:

  1. catturare tutti i conigli e i porcellini per sottoporli a controllo veterinario
  2. sterilizzare tutti i porcellini maschi e i conigli di entrambi i sessi
  3. reimmettere, dopo sterilizzazione, vaccinazioni e tatuaggio identificativo, i conigli già residenti e adattati nel Parco, facendo il possibile per non rovinare gli equilibri già raggiunti (gli animali vengono liberati nel territorio che si erano ritagliati, dove possono quindi prendere di nuovo possesso della loro tana e unirsi di nuovo ai loro compagni)
  4. prendere in carico dell’Associazione tutti gli animali che, per un motivo o per un altro, non siano adatti a vivere liberi nel Parco, vuoi perché appena abbandonati, vuoi perché malati, curarli e trovare loro una casa stabile presso adottanti.
  5. sostenere autonomamente tutte le spese veterinarie e di gestione degli animali
  6. curare una campagna informativa che spieghi i danni creati dall’abbandono sconsiderato di questi animali, e, per quanto possibile, insegni a conviverci in maniera corretta, con meno problemi e buona pace di tutti

COME SOSTENERE IL PROGETTO FAENZA

Come già detto, l’Associazione si è impegnata a sostenere TUTTE le spese e a occuparsi di qualsiasi questione pratica, dalla cattura, al trasporto, alla sistemazione momentanea o definitiva, all’assistenza veterinaria.

Tutto questo ha dei costi, e sono molto elevati.
Ogni settimana le nostre volontarie (che conoscono uno per uno tutti i conigli residenti e controllano ogni giorno l’intero territorio del Parco) trovano nuovi conigli, del tutto domestici (è evidente dal fatto che quasi sempre si lasciano prendere senza tanti sforzi, talmente spaventati che non sanno fare altro che rimanere immobili), appena abbandonati lungo la recinzione.

Ovviamente, una volta preso un impegno, non ci tiriamo indietro.
Però, per poterlo portare avanti abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto.

Come?

  1. Con un aiuto pratico, regalandoci gabbie che non usate più (odiamo l’idea di tenere animali in gabbia, ma purtroppo lo spazio a disposizione è poco, e gli animali da sistemare sono tanti)
  2. Con un aiuto organizzativo, aiutandoci negli spostamenti dei conigli, o mettendo a disposizione le vostre case per tenere in affido qualcuno dei nostri trovatelli (l’Associazione non ha una struttura cui appoggiarsi, e gli animali sono tutti ospitati nelle case dei volontari), o aiutandoci nei banchetti informativi che periodicamente organizziamo

Con un aiuto economico, con un'offerta libera, versando una quota associativa, adottando a distanza i nostri trovatelli, acquistando i nostri gadgets, o più semplicemente effettuando una donazione.